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Prendi posto!

Progetto commissionato dal comune di CORMONS Percorso di partecipazione cittadino per la progettazione e riqualificazione urbana dell’area dell’ex caserma Amadio.

Il progetto

L’amministrazione comunale di Cormòns ha promosso il progetto Prendi Posto! per coinvolgere i cittadini nel processo decisionale riguardante l’area dell’ex caserma Amadio affinché gli obiettivi di riqualificazione siano condivisi. Svoltosi tra giugno ed ottobre 2009, ha permesso ai cittadini di costruire insieme un futuro per l’area. La riqualificazione punta ad avere un impatto notevole sulla città e i suoi cittadini in termini di qualità urbana e della vita, di relazioni sociali, di nuovi spazi, strutture e servizi.

Il percorso Prendi Posto! ha coinvolto i residenti attraverso il processo di Agenda 21 locale. Questa sottolinea l'importanza delle comunità locali nella definizione e attuazione di politiche finalizzate allo sviluppo sostenibile. L'approccio metodologico di Agenda 21 applicato su piccola e media scala, l'Agenda 21 Locale, è uno strumento a supporto dei processi decisionali attuati dalle autorità locali. È l’approccio che cambia: le istituzioni instaurano un dialogo di cooperazione con la cittadinanza e i vari portatori di interesse. Amministrazioni ed Enti locali sono quindi chiamati a coinvolgere le comunità tramite processi di responsabilizzazione nei processi decisionali, di mobilitazione e di informazione.

La situazione a Cormòns

Dismessa dallo Stato e ceduta al comune di Cormòns, l’ex caserma Giovanni Amadio occupa circa 62.000 metri quadri nel cuore della città. L’area è particolarmente significativa per un futuro sviluppo locale grazie alla posizione, in prossimità del centro storico, la densità di popolazione e la facile accessibilità. Il sito si trova all’ingresso principale di Cormòns ed è compreso fra i due maggiori assi viari: quello verso il centro storico e la statale in direzione Brazzano e Cividale.
Il complesso dell’ex caserma è composto da 17 edifici distribuiti su una superficie per larga parte asfaltata o cementata: i corpi di fabbrica, la cui volumetria complessiva è di circa 120.000 metri cubi, si trovano al momento in uno stato di avanzato degrado strutturale.

Il recupero e la riqualificazione dell’ex caserma Amadio si inserisce nel filone delle iniziative in atto nella Regione Friuli Venezia Giulia a seguito del trasferimento di un ingente numero di aree ex militari ora dismesse (caserme ma anche, ad esempio, ex ospedali militari, poligoni, aree demaniali) dall’autorità statale a quella regionale.

Parlare di partecipazione dei cittadini in un processo decisionale vuol dire invertire le tradizionali modalità di progettazione

Gli interventi previsti

Sono due gli aspetti chiave del processo: da un lato promuovere lo sviluppo sostenibile della città e, dall’altro, farlo attraverso la partecipazione attiva dei cittadini.

Il progetto è composto da tre fasi:

1. Un primo momento è stato dedicato alla verifica dei criteri per la riqualificazione dell'area dell'ex caserma Amadio e alla individuazione di priorità all'interno dei criteri individuati. I metodi utilizzati sono stati:

  • Banchetti informativi: presso il mercato settimanale e durante alcune manifestazioni.
    Durante questi momenti è stato promosso il processo, spiegato il percorso seguito e sono stati raccolti pareri e opinioni dei cittadini
  • Forum: tre incontri rivolti ai cittadini, organizzati secondo i criteri dell’Agenda 21 locale.
  • Visita alla ex caserma: i cittadini hanno effettuato un sopralluogo per una verifica dello stato e dell’estensione dell’area.

2. Il secondo momento è stato dedicato alla presentazione dei risultati delle interviste e all’approfondimento di alcuni aspetti della città.

  • Tavoli di lavoro: i cittadini iscritti, suddivisi in tre tavoli di lavoro, si sono incontrati per approfondire le tematiche e le proposte elaborate nel corso degli incontri precedenti.

3. Si è giunti alla conclusione: il processo si è concluso con la consegna all’Amministrazione Comunale delle proposte elaborate dai cittadini durante gli incontri, il Forum e i Tavoli di lavoro.
Gli esiti del processo sono stati presentati in Consiglio Comunale il giorno 30 novembre 2009.

I risultati del progetto

I Forum dei cittadini  e i tavoli di lavoro hanno elaborato una serie di proposte per l’ex caserma Amadio.

La riqualificazione dell’area dell’ex caserma deve puntare a “dare respiro alla città”, creando ampi spazi aperti capaci di valorizzare il panorama verso il Monte Quarin ed il Collio, evitando un’eccessiva densità edilizia. Risulta quindi fondamentale conservare il carattere aperto e favorirne la fruizione pubblica. In parallelo deve essere messo a punto un piano di recupero degli edifici esistenti di maggiore interesse architettonico, questo compatibilmente con le nuove funzioni e con la sostenibilità economica degli interventi. In questo modo è possibile preservare sia la memoria storica sia alcuni elementi architettonici significativi, come i magazzini di via Madonnina e via Gorizia. Il recupero di questi edifici permetterebbe, inoltre, il mantenimento della riconoscibilità dell’area, restituendo spazi flessibili da destinare a molteplici attività quali passeggiate coperte, mercato, mostre o luoghi di incontro. Viene proposta una trasformazione graduale, iniziando dalla demolizione dei muri perimetrali e dal recupero dei magazzini, per poi definire in sede futura i passi successivi. Infine, la riqualificazione deve rappresentare un’occasione per la riorganizzazione della viabilità d’ingresso alla città, integrando l’area nel sistema urbano complessivo.

Parlare di partecipazione dei cittadini in un processo decisionale vuol dire invertire le tradizionali modalità di progettazione. Solitamente il cittadino si trova a dire la propria idea a fronte di interventi già realizzati, oppure in una avanzata fase di progettazione. In questo caso, attraverso l’approccio partecipato, i cittadini sono stati direttamente coinvolti nelle fasi di ideazione dell’intervento partecipando alla costruzione delle linee guida. Solo al termine del percorso partecipato, è stato inserito il lavoro dei tecnici, atto alla traduzione delle indicazioni dei cittadini in soluzioni progettuali che rispondono alle esigenze della città e dei suoi abitanti.