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Biciplan Remanzacco

Progetto commissionato da Comune di REMANZACCO Redazione del Piano della Mobilità Ciclistica Comunale di Remanzacco ai sensi della L.R. 8/2018 (Regione FVG).

Il progetto

Il Piano della Mobilità Ciclistica Comunale di Remanzacco è il risultato di uno studio del territorio ed un confronto tra cittadinanza e portatori di interessi. Grazie a questo processo, sono stati condivisi gli obiettivi e sono state raccolte le reali necessità degli abitanti. Successivamente queste ultime sono state analizzate e tradotte nella lista di priorità d’azione del Piano.

La situazione a Remanzacco

La posizione strategica lungo l'asse Udine-Cividale-Slovenia, attraverso le Valli del Natisone, inserisce Remanzacco e le sue frazioni in una ricca rete di polarità industriali, storiche e paesaggistiche. La posizione geografica, il patrimonio culturale e manifatturiero ed i servizi locali rendono attrattivo il territorio richiamando consumatori, turisti e competenze professionali.

Aggiunge valore il passaggio delle ciclovie regionali FVG 3 'Pedemontana' e FVG 4 'Ciclovia delle Pianure' sul territorio comunale. La loro presenza valorizza il cicloturismo e cicloescursionismo rendendo questi ambiti grandi opportunità di sviluppo. I flussi di ciclisti presentano il potenziale per trasformarsi in una risorsa economica strategica per il paese. In aggiunta, vista la contenuta estensione del comune, l’uso della bicicletta rappresenta ancora una radicata consuetudine anche per quanto riguarda la mobilità quotidiana dei residenti. Parlando del centro urbano di Remanzacco, il capoluogo comunale, esso è caratterizzato da una rete di strade locali a basso volume di traffico dove, tradizionalmente, biciclette e automobili condividono la carreggiata in modo promiscuo. Tuttavia si presenta una barriera infrastrutturale: la Strada Statale 54. Tagliando l'abitato da est a ovest, la SS54 crea una netta cesura tra la zona nord e la zona sud del tessuto urbano. I volumi di traffico sostenuti, la presenza di mezzi pesanti e le velocità spesso elevate dei veicoli rendono l'attraversamento stradale un fattore critico.

Per quanto riguarda la valorizzazione del patrimonio paesaggistico, si evidenzia la presenza nel comune della rete strutturata degli "8 anelli”, progettata per connettere il patrimonio locale alle principali ciclovie regionali. Si tratta di 8 itinerari ciclabili che si sviluppano ad anello nelle aree verdi, tra campagna, boschi e prati, lungo il corso dei torrenti Torre, Malina, Grivò, Rio Sgiava e della storica Roggia Cividina.

Ricucire il tessuto urbano attraverso interventi mirati

Gli interventi previsti

Il progetto valorizza la vocazione locale alla ciclabilità, concentrando i propri sforzi su interventi diffusi di moderazione del traffico. L'obiettivo principale è quello di abbassare le velocità di percorrenza dei veicoli, rendendo così il centro sicuro per ciclisti e pedoni.
Uno dei punti strategici è la "ricucitura" urbana", processo che si attua attraverso interventi mirati che restituiscono continuità e sicurezza ai collegamenti pedonali e ciclabili interni. Il piano si focalizza anche sul collegamento del capoluogo con i poli produttivi e commerciali situati a ovest: le zone industriali A e B ed il parco commerciale rappresentano le mete quotidiane per il lavoro e gli acquisti dei cittadini. Il Biciplan desidera dare continuità alla politica già avviata dall'Amministrazione Comunale: è già stata realizzata una pista ciclabile in sede propria verso il parco commerciale, estendendo così la rete protetta per garantire un accesso sicuro e sostenibile a tutte le aree produttive. Infine, si amplia la visione d’azione del Piano: viene affrontato il tema dell'inclusione delle frazioni e delle località più isolate. Collegare realtà come Ziracco a nord-est, Orzano e Selvis a sud, e Cerneglons a sud-ovest significa garantire a tutti i residenti le stesse opportunità di mobilità dolce. Per raggiungere la meta, il Biciplan adotta diverse strategie: da un lato prevede la messa in sicurezza dei tratti più critici lungo le strade ex-provinciali come la SR UD 96 e la SR UD 48, dall'altro punta alla valorizzazione di percorsi alternativi portando alla riscoperta di strade campestri e viabilità secondarie.