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Per un nuovo abitare (nei nostri quartieri)

Progetto commissionato da ATER Gorizia. Percorso di partecipazione per il miglioramento della qualità di vita nei quartieri di edilizia residenziale pubblica nella provincia di Gorizia

Il progetto

Il progetto “Per un nuovo abitare nei nostri quartieri nasce dall’intento di migliorare l’abitare, chiamando a partecipare tutti i soggetti che lavorano per gli abitanti degli alloggi di Edilizia Residenziale Pubblica.

Fautore del progetto è ATER Gorizia, ente gestore di più di 4000 alloggi in tutta la provincia di Gorizia per un totale di 11.000 residenti. Altrettante sono le storie di vita e diverse le esigenze, ed è per questo motivo che l’ATER si pone come servizio di collegamento tra i soggetti istituzionali e le realtà sociali. L’obiettivo è quello di creare spazi a misura di persona attraverso un percorso di partecipazione. Il progetto vuole essere l’inizio di un percorso per costruire, nella provincia di Gorizia, azioni che si ispirano a esperienze già maturate in Italia come ad esempio:

  • “HABITAT – MICROAREE” progetto avviato a Trieste in alcuni complessi edilizi a rischio di disgregazione sociale;
  •  “Abitare c/o” che l’ALER di Milano ha sviluppato nel quartiere di Stadera;

Il progetto è stato inoltre inserito dall’Agenzia Regionale della Sanità tra i progetti innovativi del welfare in Friuli Venezia Giulia ed è stato presentato durante i Seminari di Formazione all’interno di MICRO-WIN – Laboratorio Internazionale WIN-WELFARE INNOVATION per un welfare di comunità.

La Partecipazione per migliorare la qualità dell'Abitare

Gli interventi previsti

Punto i partenza di questo percorso sono stati un workshop e un convegno che hanno avuto luogo tra marzo e aprile 2007. Il workshop e il convegno sono serviti a coinvolgere i soggetti istituzionali e non che si occupano a vario titolo degli inquilini delle case di edilizia residenziale pubblica (ERP) e a raccogliere il contributo di tutti nel definire i problemi, individuare i bisogni, definire possibili soluzioni, costruire le strategie fino ad arrivare ad un piano d’azione strategico per affrontare il disagio abitativo e tutelare il benessere e la qualità di vita.

Le giornate di workshop e il convegno sono state precedute da una serie di incontri con tutti gli attori presenti sul territorio, al fine di presentare il progetto e il metodo di lavoro, mappare le esigenze, analizzare le caratteristiche della realtà in cui operano, conoscere le buone pratiche, tracciare la rete delle relazioni esistenti.

I problemi emersi dai tavoli sono stati sintetizzati attorno a tre dimensioni fondamentali delle relazioni che intercorrono tra i vari attori. Le tre macro-aree delineate e le possibili strategie di intervento sono:

- relazione con gli spazi (spazi urbani, spazi comuni, spazi privati);

- relazioni tra gli inquilini;

- relazioni tra inquilini e servizi e relazioni tra i servizi.

Si parla quindi di gestione sociale del patrimonio pubblico. Il termine comprende tutte le attività indispensabili per il miglioramento della qualità dell’abitare e gli aspetti che pongono l’accento sul punto di vista sociale. La somma fa sì che il servizio abitativo diventi uno strumento strategico nella lotta contro ogni forma di disagio, emarginazione, esclusione sociale. Se la gestione sociale dell’utenza è uno degli obiettivi regionali affidati all’azione delle ATER, la partecipazione è il metodo indicato nella sua realizzazione.

Questo si realizza quando viene proposto un approccio integrato dove le istituzioni locali seguono una linea d’indirizzo univoca e coerente sul problema, le azioni previste si collocano entro più ampi programmi locali e viene previsto l’intervento del privato sociale. Questo porta cambiamenti nella cultura amministrativa: una trasformazione che richiede tempo, nuove conoscenze e confronto con altre realtà, oltreché la sperimentazione di azioni pilota per l’acquisizione di nuove competenze.